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Fondi Europei e Europrogetti: Istruzioni per l’uso

Fondi Europei e Europrogetti: Istruzioni per l’uso

Fondi Europei e Europrogetti: Istruzioni per l’uso

Ogni sette anni l’Unione Europea predispone un piano di finanziamento generale a sostegno in primis degli stati membri e dei Paesi candidati (Pre Accession Countries) allo scopo: da un lato di favorire le politiche di coesione e convergenza (e cioè gli interventi che mirano ad appianare le difficoltà socio-economiche, ambientali e infrastrutturali delle regioni e degli stati più arretrati), dall’altro di sostenere la cooperazione, lo sviluppo e l’innovazione nei settori governativi, scientifici, imprenditoriali, professionali e sociali identificati come prioritari dalla Commissione Europea.

Attraverso le sue diverse DG (Direzioni Generali) e le pubbliche amministrazioni stanziate sul territorio (Ministeri e Regioni soprattutto), la Commissione attua i propri piani di finanziamento mettendo in campo numerosi programmi tematici che hanno sia lo scopo di informare la comunità europea su quali siano le necessità prioritarie identificate per ogni ambito, sia di provvedere a tali necessità distribuendo i fondi disponibili attraverso la pubblicazione di Gare d’appalto (Call for Tenders, indette per la fornitura ufficiale di beni e servizi agli organi amministrativi e operativi dell’UE) e, soprattutto, Selezioni di progetti (Call for proposals, che qui ci interessano più da vicino).

Per poter accedere ai finanziamenti è infatti necessario partecipare a selezioni pubbliche nelle quali viene chiesto ai beneficiari individuati (enti pubblici e privati, imprese, associazioni, etc.) di presentare progetti di diversa entità (operativi, strategici, integrati, etc.) predisposti e (in caso di aggiudicazione della selezione) gestiti avvalendosi di tecniche di europrogettazione e gestione di progetto europeo riconosciute a livello internazionale (PCM, OOPD, etc.), pena l’immediata esclusione dalla competizione.

A seconda del tipo di programma, degli obiettivi individuati e della strategia messa in atto, l’Unione europea arriva a co-finanziare a fondo perduto fino al 70-80% delle azioni eleggibili (in alcuni casi può essere raggiunto il 100%, grazie a integrazioni evase dalle autorità di gestione nazionali e regionali), mentre la percentuale a carico del richiedente può essere coperta quasi sempre da costi di personale interno e costi indiretti (l’ente perciò non deve quasi mai investire fondi propri; inoltre, con una buona progettazione e un buon budget design, su alcune linee di finanziamento è possibile agire sui costi indiretti accantonando margini di guadagno indiretto più che discreti). L’ammontare del co-finanziamento concesso per un progetto va da un minimo di poche migliaia di euro a un massimo di diversi milioni, anche qui a seconda del programma e delle azioni individuate.

Molto spesso per poter partecipare alle selezioni progettuali è necessario costituire un partenariato (nazionale o internazionale) tra enti di tipologia e dimensioni diverse a seconda dei casi (avvalendosi di strategie di ricerca partner efficaci); su alcuni programmi è invece possibile candidarsi in maniera individuale. Nel primo caso, tra i vari partner viene ovviamente eletto un capofila (di solito l’ente più forte dal punto di vista strategico e finanziario) che ha il compito di supervisionare il progetto e di rappresentarlo davanti all’autorità di gestione.

Dall’Energia all’Ambiente alla Governance, dall’R&D all’ICT alla Formazione, dall’Eco-innovazione alle Nanotecnologie all’Agro-Food, etc. non vi è settore pubblico o privato che non sia contemplato dalle politiche di finanziamento europee. Nel caso specifico delle imprese si va da misure attuate a sostegno dello start-up e dello sviluppo d’impresa (ammodernamento impianti, servizi di consulenza extra, etc.), all’innovazione tecnica e tecnologica nei servizi, nei prodotti o nei metodi/contesti di produzione, da case study, R&D e prototipazione fino all’accesso a nuovi mercati, distribuzione e trasferibilità di good & best-practices. Il tutto può essere gestito a livello di impresa individuale, di incubatori o di partenariati o cluster nazionali e internazionali a seconda delle specifiche dei programmi e dei bandi di gara.

E tu? Hai già in cantiere un’idea progetto vincente?

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